La nostra storia

LA NOSTRA  STORIA

 

 

Il nostro cammino inizia il 24 Febbraio 1988 con la costituzione della coop. di solidarietà sociale Agorà Kroton formata, all’inizio, da un gruppo di ragazzi che  per anni avevano condiviso le problematiche sociali del nostro quartiere.

Una delle difficoltà principali, nei primi mesi, fu l'incapacità di lavorare in gruppo, di finalizzare cioè gli interessi di ciascuno ad obiettivi comuni che portassero poi alla scelta di un campo preciso di intervento.

Fu poi l’ennesimo, disperato, grido di aiuto, lanciato sulla stampa locale, da un giovane tossicodipendente crotonese che ci fece rompere tutti gli indugi sul da farsi.

 Questo fu determinante ai fini della scelta del lavoro futuro.

All'inizio  potevamo  dare solo risposte limitate, che consistevano nell'organizzare attività per il tempo libero e in un servizio diurno.

Il primo aiuto esterno valido ci fu offerto dalla Comunità Religiosa Pia Società San Gaetano di Vicenza della Parrocchia di Fondo Gesù, che ci offrì uno spazio nelle strutture parrocchiali per dare vita ad un Centro di accoglienza in aiuto ai giovani tossicodipendenti.

Questo rappresentava un punto di partenza importante e soprattutto alla cooperativa potevano rivolgersi in modo più ampio i giovani tossicodipendenti della città.

Il gruppo originario si è allargato, oggi conta circa 50 persone tra dipendenti e volontari.

Grazie ad una struttura avuta in comodato d’uso dall’Arcidiocesi di Crotone abbiamo realizzato, in località Sovereto di Isola Capo Rizzuto, una Comunità di accoglienza residenziale.

Alla nuova struttura, circondata da ampi spazi verdi, è stata data un'aria del tutto familiare. Attualmente ci sono 15 ospiti in regime residenziale. Il programma terapeutico è individuale per ogni singolo ospite. La Cooperativa si impegna molto non solo sul recupero terapeutico ma anche nel  reinserimento lavorativo e sociale.

Inoltre la Comunità d'accoglienza non è la sola struttura a Sovereto, da circa 11 anni esiste anche un Centro di seconda accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo politico capace di ospitare un massimo di 20 persone.(SPRAR)

La Comunità costituisce sempre e comunque un punto di partenza non di arrivo. Chi lavora in una comunità di recupero sa che questa rappresenta l'ultimo stadio di una vita disagiata.

Così, dopo molti anni dedicati prevalentemente alla tossicodipendenza, cominciammo ad avvertire l’esigenza di spostare, o meglio di ampliare il nostro raggio di azione. Dopo un’attenta analisi ci accorgemmo che proseguire l’intervento solo ed esclusivamente nella Comunità poteva risultare sterile, fungere solo da “soluzione tampone” all’emergenza dilagante.

Bisognava quindi uscire fuori dalla Comunità, ritornare tra la gente per poter “prevenire il disagio” e soprattutto per “provocare” un cambiamento nella società.

Quasi istintivamente  pensammo al  quartiere di origine (F.do Gesù), un quartiere spogliato di qualsiasi decenza che però aspettava uno stimolo, una provocazione, una qualsiasi cosa che confermasse la propria esistenza.

Cominciò così un nuovo corso della cooperativa, nuovi ingranaggi cominciarono a muoversi, nuove persone cominciarono a partecipare ad un nuovo affascinante “gioco”.

In quest’ottica, grazie anche alla collaborazione con la Provincia di Crotone, presero vita le attività di animazione sportiva e musicale con i bambini del quartiere con l’obiettivo primario di allontanare per più tempo possibile i ragazzi dalla strada. Non avevamo pensato ad un intervento gestito solo da noi, ma lavorare in sintonia con la gente e la parrocchia. Questo risultò sicuramente la nostra arma vincente, il progetto si modificava e si potenziava continuamente in base alle aspettative e alle richieste degli abitanti del quartiere che, successivamente, hanno costituito un Comitato di Quartiere per affrontare e tentare di risolvere le problematiche vissute quotidianamente.

In considerazione degli ottimi risultati ottenuti con questo tipo di intervento, abbiamo riproposto ed avviato il progetto nel quartiere  “Centro Storico” della città.

Nello stesso periodo avevamo notato l’assenza in città di una Casa-famiglia per bambini con situazioni familiari di disagio. Decidemmo quindi di cominciare a muoverci in questa direzione e riuscimmo a trovare un appartamento che potesse ospitarci.

La Casa-Famiglia è oggi un’altra delle belle realtà della nostra cooperativa, in anni di attività abbiamo accolto bambini anche in tenerissima età. L’obiettivo prefisso è quello di dare accoglienza immediata nelle situazioni di emergenza, per poi lavorare per rimuovere le cause che hanno provocato il disagio e permettere così al bambino di tornare nella propria famiglia di origine.

Il nostro impegno, inoltre, non è  delimitato esclusivamente dalle attività puramente socio-assistenziali, ma cerchiamo di andare oltre ed intervenire nel tessuto sociale e politico della nostra realtà.

 Abbiamo realizzato anche un Ufficio Legale  per offrire tutela e consulenza legale a quella parte della popolazione le cui condizioni economiche molto spesso ne limitano l’esercizio dei propri diritti. In tal direzione l’ufficio legale ha instaurato centinaia di cause contro il Comune di Crotone.

Assistiamo, inoltre, numerose famiglie povere della città alle quali, mensilmente, distribuiamo generi alimentari e beni di prima necessità.

Infine, abbiamo costituito un’altra cooperativa sociale, l’Agorà 2, di reinserimento lavorativo per permettere ai ragazzi che terminano il programma terapeutico di avere un’opportunità di lavoro che dia seguito alla loro volontà di cambiare il proprio stile di vita.