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18-05-2012 14:54:20 |
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Katia Stancato, nell’ambito del programma “Il Terzo Anello” venti minuti per raccontare il terzo settore calabrese, intervista Pino De Lucia sul tema...
Katia Stancato, nell’ambito del programma “Il Terzo Anello” venti minuti per raccontare il terzo settore calabrese, intervista Pino De Lucia sul tema dell’immigrazione.
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17-05-2012 11:09:31 |
Baracca: Quando diciamo baracca, non la vogliamo intendere nel pieno significato del termine: triste, quasi volgare, improbabile, vuota…
Bensì invece, immergendoci completamente nella...
Baracca: Quando diciamo baracca, non la vogliamo intendere nel pieno significato del termine: triste, quasi volgare, improbabile, vuota…
Bensì invece, immergendoci completamente nella realtà a noi più vicina e che ci appartiene, la baracca in questione è per noi la “casa” viaggiante dove i tantissimi bambini ospiti del C.A.R.A di Sant’Anna, sono loro malgrado costretti a vivere…
Una casa che li ha accolti si, “adottati” e aiutati, ma che comunque non regalerà mai loro la casa sognata e purtroppo mai vissuta.
Qualcosa che assomiglia tanto ad una famiglia vera.
Sorrisi, certezze, giochi e tanto amore…
Chissà mai se quella “baracca” diventerà un giorno una casa…
Burattini: Quei bambini, 18, accompagnati dai genitori, dalle operatrici della Misericordia, dagli operatori della Cooperativa Agorà Kroton e dal suo presidente Pino De Lucia, ideatori e promotori questi ultimi, di un pomeriggio “troppo bello” per essere vero, per la prima volta della loro giovane e già tribolata vita, sono stati attivi e partecipi ospiti del teatro dei burattini, che in questi giorni di maggio colora simpaticamente uno spicchio del corso principale della nostra città, ed insieme ad esso, i volti ed i cuori di tanti bambini…
Pulcinella, immortale e disincantato eroe della nostra ingenua spensieratezza e della gioia di vivere, recita, canta, balla, e quasi per magia, parla la stessa lingua dei piccoli e speciali ospiti seduti in platea.
Una lingua universale…
I bambini del C.A.R.A. la capiscono, la percepiscono, applaudono, e ridono dentro al cuore, dove è finalmente sorto il primo mattone della loro nuova casa…
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07-05-2012 11:12:41 |
“Ho camminato sulla strada di Che Guevara, sono stato a Cuba era il mio sogno... Quello è stato il viaggio della mia vita, per il resto non sono uno che ama spostarsi”..
A cosa...
“Ho camminato sulla strada di Che Guevara, sono stato a Cuba era il mio sogno... Quello è stato il viaggio della mia vita, per il resto non sono uno che ama spostarsi”..
A cosa pensi prima di addormentarti?
“Penso a tutto quello che mi è capitato nella giornata, per chi opera nel sociale non c’è mai un giorno in cui non accade qualcosa di bello o di brutto. E allora mi interrogo, mi metto in crisi... Mi chiedo se potevo fare di più”.
E il primo pensiero appena sveglio?
“Arriverà sicuramente qualcuno che chiederà aiuto. È inevitabile!”.
Quanto contano i soldi nella vita su una scala da uno a zero?
“Zero. Basta l’indispensabile per sopravvivere ed è bellissimo scoprire che si può vivere anche con poco”.
E l’amore?
“L’amore è tutto. È il motore di ogni cosa, senza non si va da nessuna parte e non si possono risolvere nemmeno i problemi”.
Un bambino ti chiede perché si muore, cosa rispondi?
Che fa parte del ciclo della vita, ma la morte non è una brutta cosa, è più triste pensare ad una vita non vissuta pienamente”.
Sei Dio per un giorno, cosa fai per Crotone?
“Quello che non sono riuscito a fare da uomo: realizzo un cambiamento socio-culturale, che penso sia quello che serva veramente per mettere in linea tutto.
Chi è il tuo eroe?
“Il protagonista di un film, ‘Molocai’, che vidi proiettato da bambino su un muro a Fondo Gesù, un prete che scelse di vivere accanto ai lebbrosi. Il mio riferimento umano e spirituale, comunque, è don Ottorino Zanon, che ha abbandonato la chiesa dei ricchi per stare vicino agli ultimi”.
Una canzone?
“Dio è morto di Francesco Guccini”.
Quale programma tv ti costringono a guardare all’inferno?
“Amici di Maria De Filippi. Chi schifo! Mi mette in croce quel programma”.
Cosa non capiscono le donne degli uomini?
“Secondo me le donne capiscono tutto, sono gli uomini che non capiscono. Le donne sono più avanti”.
Il tuo ricordo più bello?
“La mia prima comunione, vestito con zoccoli di legno, pantaloncini e canottiera. L’ho fatta a Sant’Antonio con don Marcello di nascosto dei miei genitori, che non volevano prendessi il sacramento perché non c’erano i soldi per fare la festa”.
Chi è il tuo migliore amico?
“Tonio Daniele, il proprietario dell’alimentari di Fondo Gesù. Siamo diventati amici quando avevamo 9 anni, dopo esserci picchiati”.
Orientamento politico?
Alla sinistra di Dio, come disse monsignor Bertazzi, arcivescovo di Ivrea”.
Nel migliore dei mondi possibili quale parola dovrebbe essere cancellata?
“Nessuna, servono tutte, anche se a me non piace razzismo”.
Cosa volevi fare a 15 anni?
“Stare da mattina a sera a Fondo Gesù con i miei amici e fare sport. Erano gli anni in cui mio padre iniziava a diventare più ricco, comprò una casa in centro, ma io volevo stare solo nel quartiere e per questo ho preso anche tante botte”.
Se non qui dove?
“A Roma”.
Una cosa che vorresti fare ma non hai mai fatto?
“Andare in Guatemala per dare una mano al mio amico diacono Lorenzo... Ma ci vogliono troppi soldi ed io ne ho pochi”.
Sei felice?
“Credo di sì, quello che faccio ogni giorno mi rende felice e libero di aiutare chi voglio, a prescindere da prassi burocratiche e aiuti istituzionali”.
ANGELA DE LORENZO
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03-05-2012 12:35:07 |
Il 2011 è stato l’anno record delle nuove droghe, quasi una a settimana. Nel 2011 il sistema di allerta rapido dell’Europa ne aveva individuate 41 nel 2010 e 24 nel 2009. Sale a...
Il 2011 è stato l’anno record delle nuove droghe, quasi una a settimana. Nel 2011 il sistema di allerta rapido dell’Europa ne aveva individuate 41 nel 2010 e 24 nel 2009. Sale a oltre 200 il totale delle tipologie di nuove droghe segnalate dal 1997.
ROMA – Il 2011 è stato l’anno record delle nuove droghe segnalate attraverso il sistema di allerta rapido nell’Unione europea: individuate 49 sostanze psicoattive, quasi una a settimana, contro le 41 nel 2010 e le 24 nel 2009. E’ quanto riporta l’ultimo rapporto annuale dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona, realizzato in collaborazione con l’Europol. Le sostanze segnalate sono tutte sintetiche e due terzi del totale riguardano soltanto alcune tipologie: i cannabinoidi sintetici (23 sostanze) e catinoni sintetici (8 sostanze). Sale a oltre 200, quindi, il totale delle tipologie di nuove droghe segnalate dagli Stati membri dal 1997.
Si tratta di un “fenomeno globale che si sta sviluppando ad un ritmo senza precedenti”, anche se il miglioramento delle capacità del sistema di preallarme nei diversi paesi può aver contribuito all’incremento, spiega il rapporto. In crescita, tuttavia, anche il numero dei negozi online che offrono almeno una delle sostanze segnalate: nel mese di gennaio del 2011 erano 314, nello stesso mese del 2012 se ne contavano 690.
L’Osservatorio, inoltre, evidenzia come significativo nel 2011 soprattutto la diversità dei cannabinoidi sintetici, di cui sono state individuate cinque nuove famiglie, portando il totale di questa tipologia di sostanza a 45 e rendendola la più numerosa tra quelle monitorate. “Abbiamo trovato nuove droghe vendute in confezioni attraenti su internet, nei locali notturni o agli angoli delle strade – ha affermato Wolfgang Götz, direttore dell’Osservatorio -. Qualunque sia la fonte, quello che intraprendono i consumatori di questa crescente varietà di pillole e miscele, senza una conoscenza precisa di ciò che contengano e dei rischi potenziali per la salute, è un pericoloso gioco alla roulette russa”
Secondo un sondaggio dell’Eurobarometro, tra i giovani di 15-24 anni, circa il 5% degli intervistati ha riferito di aver fatto uso di questo tipo di sostanze ed aver avuto accesso alle stesse soprattutto tramite amici (54%), alle feste o nei locali (37%), nei negozi specializzati (33%) o su internet (7%). “La vendita di droghe illecite e nuove sostanze psicoattive su internet è un altro settore usato dalle organizzazioni criminali – ha spiegato Rob Wainwright, direttore di Europol -. Dobbiamo garantire alle forze dell'ordine strumenti operativi e legislativi per combattere efficacemente questi casi”. A tal proposito, ricorda il rapporto, la Commissione europea ha già annunciato l’intenzione di proporre una legislazione europea più intransigente sulle nuove sostanze psicoattive, tenendo conto dei rapidi sviluppi e delle evidenze scientifiche sui rischi legati al loro uso.
(Fonte www.redattoresociale.it)
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26-04-2012 12:45:39 |
Esce oggi per Vallardi editore l’Atlante delle migrazioni a cura di Catherine Wihtol de Wenden, uno dei maggiori esperti mondiali sul tema e consulente Unhcr e Ocse. Un’analisi completa e...
Esce oggi per Vallardi editore l’Atlante delle migrazioni a cura di Catherine Wihtol de Wenden, uno dei maggiori esperti mondiali sul tema e consulente Unhcr e Ocse. Un’analisi completa e dettagliata, con mappe e diagrammi
ROMA – Esce oggi per Vallardi editore l’Atlante mondiale delle migrazioni a cura di Catherine Wihtol de Wenden, uno dei maggiori esperti mondiali sul tema e consulente Unhcr e Ocse. Un’analisi completa e dettagliata, ricca di mappe e diagrammi. Per la prima volta in edizione italiana, il libro spiega come migrazione e sviluppo siano interdipendenti, ognuno causa ed effetto dell'altro, e come sia possibile una strategia che benefici il Paese d'origine, quello d'accoglienza e i migranti stessi.
Con oltre 200 milioni di migranti, che, in un mondo di 7 miliardi circa di abitanti, rappresentano il 3% della popolazione mondiale, il fenomeno è diventato una delle maggiori questioni internazionali. I progressi della mondializzazione hanno migliorato i mezzi di trasporto, facilitato l’economia di passaggio, mostrato, attraverso i media, i modi di vita dei paesi ricchi, incoraggiato i trasferimenti di fondi (300 miliardi di dollari nel 2007), aumentato la densità delle reti transnazionali economiche, culturali, matrimoniali, religiose.
Il paradosso dell’accoglienza e del rifiuto. Ma alla base del fenomeno c’è un paradosso: la valorizzazione della mobilità da una parte e il suo rifiuto dall’altra. Le migrazioni irregolari, legate alla ricerca di una vita migliore, alla mancanza di speranza nel luogo dove si vive, a crisi politiche o ambientali e alla cautela con cui i paesi d’accoglienza aprono le proprie frontiere, proseguono, lasciandosi alle spalle una scia di morti nei punti di passaggio più strategici, che spesso coincidono con le grandi linee di frattura del mondo.
E mentre a livello planetario si tenta di mettere in atto un governo mondiale delle migrazioni, a livello europeo le nuove iniziative sono dettate dall’ansia di rafforzare il controllo delle frontiere e selezionare le élite e le professioni più ricercate. Ovunque nel mondo, quindi, la cittadinanza viene ridefinita dalle migrazioni, che impongono di accordare diritti tanto alle persone mobili quanto a quelle sedentarie. Le associazioni per i diritti dell’uomo e chi non ha permessi di soggiorno (i sans-papiers) reclamano il “diritto ad avere diritti”, sostenuti
pubblicamente da numerosi movimenti.
La questione degli irregolari. Calcolati in circa 12 milioni negli Stati Uniti, i sans-papiers sarebbero da 5 a 7 milioni nell’Unione Europea. Per chi era privo di documenti, l’unica via legale per entrare è stata la richiesta d’asilo, che è stata comunque respinta nel 90% dei casi e che è però in diminuzione in gran parte dei paesi europei, prima destinazione dell’85% dei richiedenti. Alcune regioni del mondo sono oggi l’Eldorado degli irregolari clandestini, ad esempio la Guyana (9711 sono stati riaccompagnati alla frontiera nel 2006, contro i 23.831 della Francia metropolitana) o Mayotte (11.300 comoriani ricondotti alla frontiera nello stesso anno).
Le isole Canarie sono diventate un luogo di passaggio per gli africani (9983 da gennaio a giugno 2006, cinque volte di più rispetto al 2005 e il triplo del 2002). A Malta ogni anno arrivano più di 1500 irregolari, che possono trascorrere fino a diciotto mesi in un campo. Vengono dalla Somalia, dall’Eritrea, dal Sudan, dal Niger, dal Ghana, dal Togo, dal Camerun. Il Mar Egeo fa della Grecia una delle principali porte d’ingresso per afgani, iracheni e africani. Nel 2007 in Italia è stato intentato un processo per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare a carico di pescatori tunisini che avevano prestato soccorso a un barcone di immigranti in avaria al largo delle coste italiane, in acque internazionali. L’Algeria, con i suoi 12 mila km di frontiera, il Marocco e la Libia sono diventati paesi di transito. Negli Stati Uniti, una legge votata dal Congresso nel 2006 ha rafforzato la protezione delle frontiere (Secure Fence Act) e ordinato la costruzione di una barriera di sicurezza lunga 700 miglia. I passaporti biometrici sono obbligatori. L’Unione Europea ha adottato nel 2006 la gestione integrata delle frontiere. Fa seguito all’adozione del codice frontiere Schengen e alla creazione del Frontex, gruppo di guardie di frontiera dei differenti Stati membri. Il sistema SIS II facilita la cooperazione poliziaria e penale e la lotta contro il terrorismo, e favorisce il trattamento più rapido delle richieste d’asilo e la lotta contro il traffico di esseri umani. Gli accordi di rimpatrio con i paesi di partenza e transito si sono moltiplicati. Le frontiere esterne dell’Europa, ad esempio quelle della Polonia e della Slovacchia con l’Ucraina, sono state rafforzate.
"Immigrazione zero". L’Europa ha però abbandonato il principio di "immigrazione zero". Si è resa conto che l’immigrazione è una componente essenziale del proprio divenire e che ormai è in atto una competizione per attrarre le élite. Ha infine riconosciuto i vantaggi della circolazione migratoria e del dialogo con i paesi d’origine.
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In allegato il pdf dell'articolo pubblicato dalla Gazzetta del Sud sabato 4 febbraio 2012, relativo al pensiero del nostro presidente in merito all'immigrazione intesa come ricchezza per il territorio.
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